Parliamo dello stile shabby chic

Scritto da Gaetano Autieri 20/02/2018 0 Commenti Arch. Gaetano Autieri,

Non nascondiamoci più. Amanti dello stile shabby chic unitevi e fate sentire forte la vostra voce. A cominciare dal sottoscritto, rimasto folgorato da questo nuovo modo di concepire l’arredamento.

 

Cominciamo dalla definizione: shabby chic, letteralmente si traduce in “trasandato elegante”. Contraddizione o ossimoro che dir si voglia, lo shabby chic è questo, un tipo di arredo in cui i mobili sono vecchi ma non possono essere classificati nella categoria antiquariato.

 

 

Immaginiamo un armadio o una madia appena recuperati da una polverosa soffitta o regalatici da un parente molto anziano. Mobili con dei segni di usura in grado di renderli vissuti e di dar loro un pizzico di romanticismo.

 

 

L'atmosfera dell’arredamento shabby chic è molto soft, rilassante, affidata ai colori tenui: il bianco, innanzitutto, ma pure tonalità pastello quali: rosa, lavanda, avorio, viola, grigio chiaro e beige.

 

 

Una delle grandi novità sta nella forma, già. I mobili shabby chic, infatti, non hanno una forma particolare (caratteristica predominante di altri stili di arredamento) ma una colorazione ben definita: sono componenti vecchi, ma forse sarebbe meglio definirli vintage (termine decisamente più cool e al passo coi tempi), ridipinti con una tonalità chiara e che sfoggia eventuali segni di usura.

 

 

Di fronte a tale caratteristica, mi è tornata alla mente la grande Anna Magnani che, fiera delle sue rughe, chiedeva al truccatore di non coprirle, poiché aveva impiegato una vita intera per guadagnarsele.

 

Arredamento, quindi, che va fiero del tempo trascorsogli addosso. Mobili in grado di raccontare storie vecchie chissà quanto, ma capaci di rinnovarsi grazie ad aziende che hanno fatto di questo stile un punto di forza.

Inutile dire che la risposta dell’utenza è stata notevole: lo shabby chic è uno stile che piace e che sembra metter d’accordo tutti.

Tornando alla forma dei nostri arredamenti, il segno dell’usura dà ai nostri mobili quel tocco di trasandato che sembra piacere non poco (moltissimi gli uomini che hanno adottato questo look, si sa). In questo caso, il termine “trasandato”, usato con un’accezione benevola, è specchio di una cura del dettaglio.

Infatti, sono tantissimi gli oggetti in grado di rendere shabby il nostro ambiente: un vecchio portafoto decapato (ovvero privato della patina superficiale),

 

un portafiori in ferro battuto (del quale siano ben visibili eventuali ammaccature),

 

tessuti chiari con stampe floreali. Inoltre: utensili vintage dei quali fare sfoggio in cucina, tende di lino, cuscini ricamati o lampadari classici.

 

 

 

Da non sottovalutare i richiami floreali: dei fiori da esporre in un vecchio contenitore di latta rimandano a questo stile che, in breve tempo, ha fatto breccia in più di un cuore.

 

 

 

Chissà che dopo la lettura di questo articolo non vi venga voglia di arredare una camera o la vostra casa con questo stile. Vi assicuro che non sarebbe affatto una cattiva idea.